Franciacorta
Uvaggio: Uve Chardonnay e/o Pinot nero. E’ consentito anche l’utilizzo del Pinot bianco fino ad massimo del 50%.
Caratteristiche: rifermentazione in bottiglia con un minimo di 18 mesi di affinamento sui lieviti; elaborazione e maturazione durano almeno 25 mesi dalla vendemmia. Pressione in bottiglia tra le 5 e le 6 atmosfere.
Note degustative: Giallo paglierino con riflessi verdolini o dorati, perlage fine e persistente, bouquet con caratteristiche note della fermentazione in bottiglia, sentori di crosta di pane e di lievito arricchiti da delicate note di agrume e di frutta secca (mandorla, nocciola, fichi secchi), sapido, fresco, fine e armonico

Franciacorta Satèn
Il marchio: è stato registrato dal Consorzio per la tutela del Franciacorta nel 1995 per individuare questa particolare tipologia di Franciacorta. Il nome poteva essere usato dai soli produttori associati al Consorzio. Col nuovo Discplinare pubblicato in G.U. il 7 luglio 2008 il Franciacorta Satèn diventa a tutti gli effetti una nuova tipologia che può essere prodotta da tutti i fruitori della Denominazione, associati e non al Consorzio..
Uvaggio: uve Chardonnay (prevalenti) e Pinot bianco fino ad un massimo del 50%. (blanc de blanc).
Unicità: rispetto agli altri Franciacorta è caratterizzato da una minore pressione in bottiglia, inferiore a 5 atm, che ne determina la peculiare morbidezza gustativa. E’ consentita l’immissione al consumo esclusivamente nella tipologia brut.
Note degustative: perlage finissimo e persistente quasi cremoso, colore giallo paglierino, anche intenso con colori verdolini, sfumato ma deciso profumo di frutta matura, accompagnato da delicate note di fiori bianchi e di frutta secca anche tostata (mandorla e nocciola); al gusto: una piacevole sapidità e freschezza si armonizzano con un’innata morbidezza che ricorda le sensazioni delicate della seta. Il Satèn è una delle massime espressioni dell’armonia, del piacere e del gusto del Franciacorta: una magia in bottiglia.

Franciacorta Rosé
Uvaggio: Uve Chardonnay, Pinot bianco, Pinot nero (minimo 25%). Il nuovo Disciplinare, per meglio caratterizzare la tipologia ma anche per codificare una situazione di fatto già in essere. impone una percentuale minima di Pinot nero superiore rispetto a quello del 1995. Di fatto è frequente che i Franciacorta Rosé abbiano una quota di Pinot nero anche di molto superiore al 25%.
Metodo: le uve bianche e rosse sono vinificate separatamente. Il Franciacorta Rosé può essere prodotto esclusivamente con vino base Pinot nero vinificato in rosato oppure nascere dal suo assemblaggio con vini base Chardonnay e/o Pinot bianco. Può essere dosato in tutte le tipologie di gusto.
Colorazione: le uve Pinot nero vengono fatte fermentare a contatto con la buccia per il tempo necessario a conferire al vino la tonalità rosata desiderata.
Note degustative: la presenza del Pinot nero conferisce a questo Franciacorta un corpo e un vigore particolari.

Franciacorta millesimato
Produzione: è ottenuto da vini base di un’unica annata per almeno l’85%; perché un Franciacorta millesimato arrivi sullo scaffale ci vogliono almeno 37 mesi dalla vendemmia, 30 dei quali trascorsi in bottiglia a contatto dei lieviti per dare intensi profumi e aromi delicati e fini. Frequentemente i Franciacorta millesimati rimangono a contatto con i lieviti per un periodo molto superiore al limite minimo stabilito dal disciplinare di produzione. Da qui nasce il Franciacorta Riserva!
Unicità: sull’etichetta riporta l’indicazione dell’annata della vendemmia (il millesimo appunto).
Note degustative: i Franciacorta millesimati hanno una personalità sensoriale e gustativa che rispecchia in maniera evidente le caratteristiche climatiche dell’annata e le espressioni qualitative delle uve di quella specifica vendemmia. Questo vino è ottenuto infatti da uve raccolte in condizioni climatiche e vendemmiali molto particolari, che hanno portato i grappoli ad una maturazione omogenea e giudicata ottimale.

Franciacorta Riserva
Si tratta di un millesimato, che può essere anche un Satèn o un Rosé, che ha riposato sui lieviti almeno 60 mesi, quindi viene immesso al consumo dopo ben 67 mesi (cinque anni e mezzo) dalla vendemmia. Poiché tanti Franciacorta millesimati vengono lasciati a contatto coi lieviti molto tempo in più rispetto ai canonici 30 mesi, si è inteso valorizzarli al massimo identificandoli in una tipologia specifica. Il Franciacorta Riserva rappresenta la massima espressione qualitativa del territorio e delle capacità interpretative, oltre che tecniche, dei produttori franciacortini.

TIPOLOGIE DI GUSTO E ABBINAMENTI
Il Franciacorta con le sue diverse tipologie di sapore è indicato per un consumo a tavola perché abbinabile a tutti i piatti. Ciascuna tipologia si differenzia dalle altre per il diverso dosaggio di liqueur aggiunto dopo la sboccatura.
Ogni tipologia possiede una sua spiccata personalità.

Non Dosato (zucchero fino a 3 grammi/litro di residuo naturale del vino) – È il più secco della gamma dei Franciacorta. Eccezionale per impronta e per pungenza delle bollicine, è ottenuto senza aggiunta di sciroppo che lo ammorbidisce e addolcisce, ma solo di vino Franciacorta. Il gusto secco, accompagnato dagli aromi tipici della rifermentazione in bottiglia (crosta di pane, lievito) lo rendono ideale per gli aperitivi ma anche a tutto pasto.

Extra Brut (zucchero fino a 6 grammi/litro) – Molto secco oltre ad essere un ottimo aperitivo accompagna splendidamente cibi delicati; si sposa molto bene con il pesce, i crostacei e i frutti di mare crudi. Si può azzardare anche l’abbinamento con insaccati cotti come il cotechino.

Brut (zucchero inferiore a 15 grammi/litro) – Sempre secco ma un po’ più morbido rispetto all’Extra Brut è sicuramente il prodotto più versatile negli abbinamenti, oltre che come aperitivo è particolarmente indicato a tutto pasto, con predilezione per piatti dai sapori delicati.

Extra Dry (zucchero da 12 a 20 grammi/litro) – Franciacorta morbido, con un dosaggio leggermente maggiore rispetto al classico Brut, è indicato per torte salate e verdure al forno. Ottimo come aperitivo per chi non ama i gusti molto secchi. Infatti la nota dolce appena accennata smorza i sapori forti esaltando il gusto del cibo.

Sec, Dry (zucchero da 17 e 35 grammi/litro) – Meno secco, cioè leggermente abboccato è particolarmente indicato per i formaggi molli, piccanti e a pasta grassa tipo taleggio o erborinati tipo gorgonzola. Si consiglia anche l’abbinamento con il patè di fegato. Ottimo con i dessert non troppo dolci e in genere a fine pasto con pasticceria secca, crostate di frutta, focacce dolci.

Demi Sec (zucchero da 33 e 50 grammi/litro) – Grazie al suo sapore abboccato, dovuto al dosaggio zuccherino elevato, ben si sposa con torte e dolci tipici come il panettone e il pandoro. Ottimo anche fuori pasto con stuzzichini e con formaggi piccanti, si lega in maniera armoniosa con una gran quantità di piatti e prodotti.

Satèn: grazie alla minore pressione in bottiglia, è caratterizzato da un gusto estremamente morbido e da sensazioni tattili di cremosità. Essendo un blanc de blanc, ottenuto esclusivamente da uve bianche (quasi esclusivamente Chardonnay), risulta estremamente fine ed elegante. Prodotto esclusivamente nella tipologia Brut, è ideale a tutto pasto, ma eccezionale con le paste al forno, i risotti delicati e piatti a base di pesce (storione, salmone, trota, coregone, tinca, pesce azzurro). Ottimo anche con il prosciutto crudo di Sauris, di Parma e di San Daniele e i formaggi non troppo stagionati. Si accompagna molto bene anche a piatti importanti i cui sapori decisi sono ben equilibrati dalla sua freschezza

Rosé: Il corpo ed il vigore permettono di assaporarlo con salame e salsicce, con risotti ai funghi porcini, agli asparagi o al radicchio, con melanzane alla parmigiana, con zuppe di pesce saporite, carni di agnello e vitello, rane e lumache. Nella tipologia Demi Sec ben si abbina a torte crostate, piccola pasticceria e dolci a base di biscotto.